Tutto ciò che c’è da sapere su Google Adwords in ordine alfabetico.

Pochi mesi fa Google ha stupito il mondo del web marketing annunciando che l’azienda entrerà a far parte di un gruppo-“ombrello” chiamato Alphabet. Naturalmente l’azienda di Mountain View non subirà cambiamenti al proprio interno, come d’altronde Google AdWords, ma la nuova società vuole mantenere separati i reparti della propria struttura.

Proprio in onore della scelta del nuovo nome dell’azienda Alphabet, in questo articolo vogliamo proporvi, in ordine alfabetico, quello è l’ABC dell’advertising a PPC.

 

Campagne google adwords - Deva Connection

 

A sta per AdWords, la piattaforma di advertising di Google. Permette ad oltre 1 milione di advertiser in tutto il mondo di raggiungere gli utenti (prospect) in base alle ricerche di specifici prodotti o servizi effettuate da desktop, tablet e dispositivi mobile. AdWords non conosce limiti: è disponibile in 198 paesi nel mondo e in 43 lingue diverse.

 

bounce rate campagne google adwords

 

B sta per Bounce Rate (frequenza di rimbalzo). È monitorabile da tool di analisi del traffico come Google Analytics; sta a indicare la percentuale di sessioni in cui gli utenti abbandonano la pagina da cui sono entrati, senza compiere alcuna interazione con essa e viene riportata con una percentuale che varia da 0 a 100%. Quando gli utenti non riescono a trovare quello che cercano, abbandonano la pagina, quindi “rimbalzano” su un’altra pagina o addirittura un sito esterno.

 

conversioni -  campagne google adwords

 

C sta per Conversione: un evento di successo per un annuncio. Per conversione si intende un acquisto, la compilazione di un form, un’iscrizione, una chiamata oppure la visualizzazione di una pagina importante di un sito. Il tasso di conversione nel Search Marketing varia radicalmente da azienda a azienda, ma idealmente (dipende dalla campagna) bisognerebbe cercare di arrivare almeno a un tasso dell’ 1 o 2%.

 

display network - campagne google adwords

D sta per Display Network: è una piattaforma all’interno di AdWords, perfetta per le campagne di retargeting, che permette di pubblicare annunci di qualsiasi tipo (testo, immagini, annunci interattivi, video) su siti facenti parte del network Google . Si può pagare a CPM (costo per mille impression) oppure a CPC (costo per singolo click).

 

cpc - campagne ppc

 

E sta per ECPC (Costo per click ottimizzato), un ibrido tra il bid automatico e quello manuale. Permette di potenziare l’offerta per i clic che sembrano avere una buona possibilità di conversione o vendita sul sito web.

 

F sta per Fold. L’attenzione di circa l’84% degli utenti è focalizzata sui contenuti above the fold, ovvero quei contenuti che gli utenti visualizzano per primi senza bisogno di scrollare con il mouse o con la barra di scorrimento.

 

google - campagne adwords

 

G sta per Google, un mondo incantato. Con circa 1,17 miliardi di annunci sponsorizzati al mese, non c’è da sorprendersi se è ancora il boss della paid search.

 

H sta per Headline, la prima cosa che viene vista dagli utenti nel nostro annuncio e la parte più importante su cui attirare la loro attenzione. Per colpire il loro interesse, si hanno a disposizione solo 25 caratteri, dove sono inserite le keyword che fanno parte del gruppo di annunci. Potreste visualizzare in grassetto direttamente le keyword che avete digitato nella ricerca se nell’annuncio verrà utilizzata la Dynamic keyword insertion.

 

I sta per Impression, la quantità di volte che un annuncio viene visualizzato. Questo può essere visualizzato uno o più volte: nelle campagne search è visualizzato una volta, basta essere nelle prime 10 posizioni, ma sulla display può essere visualizzato molteplici volte, dipende dal publisher placement.

 

K sta per Keywords (parole chiave), le parole chiave sulle quali si “bidda” per avere click. Le keyword possono ricevere differenti bid in base alla corrispondenza scelta (le keyword a corrispondenza esatta vengono considerate per prime nelle aste e si calcola che abbiano un bid più alto, mentre quelle a corrispondenza generica vengono considerate per ultime e quindi hanno un bid più basso), al long-tail intent e alla domanda e offerta che le caratterizza.

 

L sta per Landing Page, ossia la pagina dove gli utenti atterrano una volta cliccato su un annuncio. Dovrebbe essere strutturata in modo da permettere una conversione veloce, con il form e i contatti bene in vista (above the fold). Deve essere semplice e chiara per portare gli utenti che ricercano i prodotti/servizi offerti dall’azienda a compilare il form per preventivi e informazioni. È importante cercare di portare l’attenzione sulle call to action, usando colori differenti e un buon bilanciamento tra immagini e copy.

 

tipi di corrispondenza - campagne google adwords

 

M sta per Match-Type (Corrispondenza), come le keyword vengono considerate all’interno delle aste. Esistono quattro tipi diversi di corrispondenza:

  • 1) Corrispondenza generica: l’annuncio viene pubblicato se una chiave di ricerca contiene i termini della parola chiave scelta, in qualsiasi ordine ed eventualmente insieme ad altri termini.
  • 2) Corrispondenza a frase: l’annuncio viene pubblicato quando un utente cerca la parola chiave esatta o la parola chiave esatta preceduta o seguita da altre parole.
  • 3) Corrispondenza esatta: attiva la pubblicazione degli annunci solo quando un utente esegue una ricerca utilizzando la tua parola chiave esatta senza aggiungere altri termini.
  • 4) Corrispondenza inversa: serve per impedire che il tuo annuncio venga visualizzato da utenti che ricercano determinati termini.

 

N sta per Keyword negative, le bodyguard del budget. Proteggono gli account, le campagne, e i gruppi di annunci da spese superflue, bloccando le query che contengono termini non pertinenti o disqualificanti.

 

O sta per Ottimizzare, il processo di revisione che permette alle campagne di essere meno dispendiose, più fluide e caratterizzate da un ottimo ROI. Ottimizzare significa dividere ogni singolo gruppo di annunci in piccoli gruppi, con una lista di keyword più definita, modificando i relativi bid, premiando le keyword che performano meglio, risistemando il budget dalle keyword che non performano,cambiando il copy dell’annuncio o qualsiasi altra modifica che serva a migliorare le performance delle campagne.

 

pageview - campagne google ppc

 

P sta per Pageview (Visualizzazioni di pagina), ovvero quanto gli utenti visualizzano una pagina. Quando le visite provengono da campagne PPC, si preferisce limitare il numero di visualizzazioni in favore di conversioni rapide senza sprechi di budget, mentre le campagne da organico preferiscono molte visualizzazioni perché in quel caso significa che il contenuto condiviso è caratterizzato da un buon engagement con gli utenti.

 

quality score - pubblicità su google

 

Q sta per Quality score, il punteggio di qualità che ottengono le nostre keyword e i nostri annunci. Su una scala da 1 a 10, bisogna avere un quality score non inferiore a 5; in questo modo avremo un risparmio sul CPC e conseguentemente un ROI alto. Creando una pertinenza tra keyword, annunci e landing page, Google riconoscerà il percorso che avete creato come utile e significativo per la conversione finale dell’utente.

 

cos'è retargeting - campagne google adwords

 

R sta per Retargeting  (chiamata spesso remarketing), uno strumento potente anche se spesso non utilizzato bene. La retargeting mostra annunci display o di testo agli utenti che hanno compiuto determinate azioni all’interno del sito web. Impression caps, placements e list duration rules sono tutte parti importanti per il giusto funzionamento della retargeting. Una buona regola è quella di avere maggiori impression nei primi 30 giorni, moderate al superamento dei 60 giorni, e poche dopo i 90 giorni. In questo modo, il sito web rimarrà impresso nella mente degli utenti senza stressarli troppo.

 

segmenti - campagna ppc google

 

S sta per Segmento. I segmenti mostrano su quale network si è attivi, i tipi di click, i dispositivi ed altri dati che aiutano a “biddare” meglio. Per esempio, si potrebbe decidere di biddare sulle campagne search, ma se il CTR è più basso oppure il costo è più alto, non ha senso continuare a tenere attiva la search sulle campagne e bisognerà ottimizzarle.

 

 

T sta per Target. Si decide a livello di campagna o gruppo di annunci. Il target a livello della campagna include località, lingua, device, programma, opzioni del bid e demografia; quello a livello dei gruppi di annunci invece include solo opzioni del bid e device. Quando sono targettizzati i device, soprattutto quelli mobili, bisogna fare leva sulle opzioni dei bid per mobile, che permette di biddare a tua scelta in modo più o meno aggressivo sul traffico mobile.

 

universal tracking number - google analytics

 

U sta per Universal Tracking Number. Questa forma di tracking ti permette di andare più in profondità nei report, poiché è capace di raccogliere i dati sfruttando i vantaggi delle funzionalità avanzate di tool come Google Analytics.

 

 

V sta per Variabili che bisogna testare per bid, copy degli annunci, landing page o qualsiasi altra modifica nell’account. Dai il tempo ad ogni variabile di essere testata (2-4 settimane), poiché la cache di Google può impegnare anche più di 15 giorni per il refresh.

 

 

Z sta per Zip code (Cap). A seconda della natura della campagna, si può scegliere se biddare molto o poco aggressivamente su un singolo zip code poiché gli utenti registrati presso quella località potrebbero rappresentare preziosi clienti ma anche fonti di spesa sprecata.

 

Termina qui il nostro Abc sull’ Advertising a Pay per Click. Deva Connection mette a disposizione delle aziende un team di Sem Specialist per le campagne PPC. Richiedi informazioni compilando il form alla pagina contatti!

 

[Articolo tradotto e riadattato da qui]

28 set 2015

Lascia un Commento!

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Post correlati