Stories: meglio su Instagram, Facebook o Snapchat?

Una delle tendenze più interessanti degli ultimi anni per chi si occupa di social media e storytelling sono le stories, ovvero un mix di immagini e video che vengono pubblicati su un profilo o una pagina, in un flusso temporale che dura, volutamente, solo 24 ore.

Il primo social a puntare tutto proprio sulle stories è stato Snapchat nel 2011, seguito nel 2016 da Instagram e, a partire dallo scorso anno, anche da Facebook.

Ma, se la proposta è simile, con che criterio scegliere quali stories usare per ottimizzare una strategia digital e dare valore a un brand? Per scoprirlo, vediamo insieme quali sono le caratteristiche delle diverse tipologie di storie.

Snapchat: il social network dei giovani, anzi dei giovanissimi

Dei 187 milioni di utenti Snapchat nel mondo, la maggioranza è compresa tra i 13 e i 18 anni e, in media, accede all’applicazione 25 volte al giorno. Parliamo della fascia teen detta anche dei post-Millennials.

Tra le numerose funzionalità di questo social, ci sono le stories e, il loro punto di forza, è indiscutibilmente la grande capacità di coinvolgere audience, instaurare un dialogo con gli utenti e creare engagement.

La fruizione dei suoi contenuti, siano essi snap o ADV è in verticale. Le Ads a pagamento sono video di 10 secondi dal contenuto accattivante che appaiono tra uno snap e l’altro.
Tutti i video, anche quelli pubblicitari, sono fruibili solo in verticale e ottengono in media una “completion rate” pari a 9x rispetto a quelli visualizzati in orizzontale. Questo è un dato molto positivo perché indica che, tramite Snapchat, ci saranno più possibilità che un video venga guardato fino alla fine.

Snapchat da priorità alla spontaneità che piace tanto ai giovanissimi e premia i brand che si approcciano nella maniera più trasparente e semplice possibile al proprio pubblico.

Instagram: mette al centro l’estetica e il glamour

Le stories di Instagram sono molto simili a quelle di Snapchat, possono essere sponsorizzate e, rispetto alle gallery che tendenzialmente si caratterizzano per essere composte da foto belle e patinate, sono più vere e autentiche.

Il pubblico di Instagram è molto numeroso e variegato. Al mondo si contano circa 800 milioni di utenti di età compresa tra i 25 ai 40 anni (e forse anche qualcosa in più) che usano quotidianamente questo social.

Le stories sono molto simili a quelle di Snapchat, possono essere sponsorizzate e, rispetto alle gallery che tendenzialmente si caratterizzano per essere composte da foto belle e patinate, sono più vere e autentiche.

Diversamente da Snapchat, Instagram propone 3 interessanti funzionalità:

  1. “metti in evidenza” che permette a utenti e brand di salvare su proprio profilo i loro momenti preferiti e collocarli in una posizione privilegiata.
  2. “Swipe up” che consente di inserire link esterni utili a veicolare il traffico su un sito, un blog, una landing page o un e-commerce.
  3. “Sticker interattivo”, ovvero la possibilità di creare sondaggi, coinvolgere i follower e scoprire le loro reazioni in diretta. Anche il sondaggio, come tutte le stories, dura solo 24 ore.

Facebook stories? Una funzione ancora da testare

Se c’è una cosa di cui non si può dubitare è che Facebook sia il social network che raggiunge più pubblico di tutti: oltre 2 miliardi di utenti. Le stories che, come per Snapchat e Instagram scompaiono dopo 24 ore, sono attive solo dal 2017 e non sono ancora molto utilizzate, per questo la loro efficacia è tutta da studiare. La causa può essere dovuta al fatto che il pubblico di Facebook è più adulto, meno avvezzo all’uso delle stories e meno interessato a cercare contenuti in tempo reale.

Il fatto di essere ancora poco sfruttate, però, può essere positivo per chi si occupa di promuovere un brand. Usare le stories di Facebook ora, può essere un modo vincente per testare il servizio e provare ad arginare l’algoritmo che penalizza la visibilità organica delle pagine. Come utilizzare Facebook stories? Il nome stesso lo dice: per raccontare una storia!

Ecco qualche esempio:

  • coinvolgendo il pubblico, ad esempio mostrando come gli spazi e gli uffici dell’azienda che promuovi;
  • descrivendo i momenti più importanti di un evento;
  • commentando l’approccio e il metodo di lavoro di un’azienda/attività seguita;
  • raccontando la preparazione di un lavoro dall’inizio alla fine.

Rimane ancora una cosa molto importante che va tenuta in considerazione: per sfruttare al meglio le stories la prima cosa da fare è analizzare accuratamente il target di riferimento e le abitudini d’suo dei social da parte del pubblico del vostro brand.

23 mag 2018

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