Paywall e Instant articles. L’impegno di Facebook verso gli editori.

Gli Instant Articles sono stati introdotti nel 2016 da Facebook per favorire gli editori nella pubblicazione di articoli direttamente sulla piattaforma, senza rimando ai siti che li hanno prodotti. Grazie agli Instant Articles che garantiscono una visualizzazione pulita, ordinata, immersiva e coinvolgente, l’esperienza dell’utente dai dispositivi mobili è notevolmente migliorata, anche in caso di connessioni lente.

Si tratta prevalentemente di contenuti testuali quali articoli, news, blog post e il loro funzionamento si basa sui feed RSS. Facebook raccoglie i testi inviati e si occupa di impaginarli e pubblicarli. A un anno dall’attivazione di questo servizio, il successo ottenuto, spinge Facebook a fare un passo successivo: introdurre il paywall.

Instant Articles e traffico al sito

Fin dall’inizio blogger e proprietari di siti web si sono posti il problema che questi articoli portassero via traffico dal loro sito per trasferirlo a Facebook ma in realtà non è così. All’interno degli Instant Articles si possono inserire codici di tracciamento (come per esempio: Google Analytics), link ad altre pagine web del proprio sito, pulsanti di condivisione sui social, pubblicità attraverso Audience Network, link ad articoli correlati, ecc. Unico limite: il numero e della tipologia di annunci pubblicitari all’interno del pezzo.

Grazie a questo servizio, l’utente può condividere e interagire con i contenuti in maniera immediata e senza uscire dalla piattaforma Facebook. L’editore/autore dei contenuti trae quindi notevoli vantaggi:

  • ottiene un engagement maggiore: gli articoli ricevono più azioni e condivisioni aumentando la base dei lettori;
  • raggiunge il target prefissato: grazie alla possibilità di targettizzare con precisione la propria audience per sesso, età, posizione, interessi, professioni ecc.

Facebook potrebbe introdurre gli instant articles a pagamento tramite paywallFacebook diventa publisher: il paywall

È notizia di questi giorni che, a partire dal prossimo autunno, Facebook sperimenterà l’accesso a pagamento agli Instant Articles, come un vero e proprio sito di informazione e notizie. L’idea del social network di Menlo Park è quella di istituire sulla sua piattaforma un paywall che richieda ai lettori di abbonarsi dopo aver letto un numero massimo di articoli free (circa 10). La tipologia di abbonamenti è ancora in fase di studio, si ipotizzano però offerte di accesso in blocco oppure una serie di mini-abbonamenti (solo per gli Instant Articles) a specifiche testate, ma non è nemmeno escluso che ci sia anche un classico invito ad abbonarsi in modo tradizionale.

Facebook ha reso noti alcuni dati di notevole interesse. Gli Instant Articles rendono circa 1 milione di dollari al giorno agli editori e negli ultimi 6 mesi sono aumentati del 50%. Attualmente gli editori che usano gli Instant Articles sono più di 10 mila e la loro crescita è costante. Numeri alla mano, sembra davvero naturale che Facebook abbia deciso di implementare un sistema a pagamento utile a garantire un ritorno economico agli editori.

Attualmente in trattativa con alcuni di loro per testare il servizio a pagamento negli USA, Facebook ha dichiarato che l’attivazione di un paywall fa parte del più ampio progetto Facebook Journalism avviato negli scorsi anni per tutelare gli editori che stanno vivendo una crisi sempre più profonda del settore cartaceo e, per esigenza di guadagno, a volte anche per sopravvivenza, si sono rivolti all’editoria online.
Se andrà bene la fase di test, il paywall delle notizie potrebbe essere esteso in tutto il mondo nel 2018.

 

 

 

02 ago 2017

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