Online advertising: cresce l’ad blocking contro la pubblicità fastidiosa

Navigando sul web è ormai impossibile non imbattersi in banner e pop-up pubblicitari eccessivamente invasivi; la consultazione di molti siti risulta sempre più difficile, costringendo gli utenti ad abbandonare una potenziale pagina interessante oppure a installare degli ad blocker. Il mondo dell’advertising si trova di fronte a un problema molto complesso: come continuare a fare pubblicità online, l’anima del commercio del web, senza infastidire eccessivamente i lettori?

I formati più fastidiosi secondo gli utenti del web

Una recente indagine condotta dalla Coalition for Better Ads, ha sottoposto all’attenzione di 25.000 utenti provenienti da diversi mercati, in particolare USA ed europei, 104 diversi formati pubblicitari; dalla loro esperienza durante la navigazione sono stati individuati come pubblicità oltre il limite dell’accettabilità:

  • 6 formati per desktop come, per esempio, large sticky ads, auto-play video with sound, pop-up, prestitial with countdown
  • 12 formati per mobile come, per esempio, postitial with countdown, flashing animated ads, auto-play video with sound, ad density higher than 30%, pop-up, prestitial, full screen scrollover e large sticky ads

Sulla base di quanto espresso dagli utenti è stata poi creata una sorta di mappa di gradimento, un utile strumento di consultazione e di analisi per tutte le agenzie pubblicitarie; le osservazioni raccolte, infatti, hanno come scopo ultimo quello di portare a un miglioramento del servizio in termini di fruibilità e minore invadenza.

Ad Blocker: lo strumento ferma pubblicità

I dati di questo sondaggio risultano molto preoccupanti, in quanto l’uso da parte delle agenzie adv di queste tipologiGli utenti durante la consultazione delle pagine incontrano formati adv troppo invasivie di formati pubblicitari non fa altro che danneggiare loro stesse. Alcune aziende come 3 Italia, per esempio, forniscono direttamente ai loro clienti un servizio di ad blocking degli spot su alcuni siti, mentre giornali come il New York Times invitano all’uso di sistemi di blocco per non consumare eccessivamente la batteria dello smartphone, nonostante gli annunci online rappresentino una fetta economicamente importante del loro bilancio.

Secondo lo Iab, l’Internet Advertising Bureau, l’ad blocking è un fenomeno destinato a crescere; per arginarlo occorre, dunque, trovare soluzioni immediate e , soprattutto, ripensare a un nuovo concetto di spot pubblicitario. A questo proposito, anche Iab Italia ha espresso il suo parere, affermando la necessità di trovare un compromesso. Se, infatti, il consumatore ha ragione nel sentirsi infastidito da formati pubblicitari troppo invasivi e che spesso rallentano il caricamento della pagina, dall’altro lato la pubblicità serve; serve sia a garantire la sopravvivenza di numerosi siti, che puntano sulla vendita di spazi pubblicitari per pagare le proprie risorse, sia ai brand che, tramite campagne adv, puntano a raggiungere più utenti e, quindi, più conversioni possibili.

Le soluzioni per migliorare l’online advertising

Grazie alla collaborazione tra Iab Italia, Iab Tech Lab e la Coalition si sta lavorando alla creazione di un nuovo AD Portfolio, in grado di ridefinire formati e limiti ai quali le concessionarie dovranno attenersi per la creazione dei propri spazi pubblicitari. L’obiettivo di questa revisione è mantenere saldo il delicato equilibrio per il quale gli utenti, in cambio di contenuti di qualità, sono disposti ad accettare la presenza di annunci pubblicitari sui siti consultati, senza snaturare la vera natura dell’advertising.

Pur mantenendo un ruolo in parte distraente e interruttivo, la pubblicità dovrà, quindi, puntare sempre di più sui contenuti. Seguire i consigli e le indicazioni fornite dagli utenti è sicuramente un buon punto di partenza per iniziare a ridisegnare il mondo dell’online advertising, tuttavia è sulla creatività che bisogna puntare. Il rapporto tra qualità del prodotto pubblicitario e fastidio provato nel trovarselo davanti durante la navigazione è inversamente proporzionale: più un contenuto riuscirà a conquistare le attenzioni del pubblico, minore sarà il senso di distrazione provato.

Sulla scia di questo obiettivo, per venire incontro alle esigenze del popolo del web, la pubblicità online dovrebbe imparare a sfruttare al meglio la possibilità di controllare i diversi parametri di erogazione, in particolare quello relativo alla frequenza. Ponendo dei limiti alla frequenza di pubblicazione, infatti, le concessionarie possono continuare a produrre formati di impatto, purché, ovviamente, questi ultimi abbiano dei contenuti esperienziali rilevanti e coinvolgenti.

 

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