Metti una sera un duetto al piano con Google

Negli ultimi anni si è sentito parlare sempre più spesso di intelligenza artificiale e delle sue applicazioni nella vita dell’uomo. Questa realtà sta raggiungendo degli importanti traguardi soprattutto nel campo dell’arte e della musica: nel 2015 erano state esposte a San Francisco delle opere d’arte realizzate da un software combinando, in pattern random dalla forma geometrica, soggetti di diverse fotografie. Oggi Google ci riprova con un software in grado di improvvisare esecuzioni al pianoforte imitando l’estro umano e accompagnando il pianista reale in una jam session virtuale.

A.I. Duet di Google: esecuzione a quattro mani su una tastiera virtuale

L’ultimo esperimento di Mountain View permette di realizzare delle composizioni su un pianoforte riprodotto al PC duettando con un partner virtuale che apprende la modalità di riproduzione musicale: l’utente suona il piano utilizzando una tastiera virtuale e, in seguito all’esecuzione di una serie di note, il computer risponde in maniera intonata, adattandosi al motivo riprodotto dalla componente umana.

Questo è possibile grazie ad un meccanismo chiamato machine learning, che apprende direttamente dalle mani dell’uomo: non vengono riprodotte sequenze previste dal software né si inseriscono manualmente possibili risposte, ma è l’intelligenza artificiale che registra le informazioni e si adatta al modus operandi dell’utente e alla melodia riprodotta. Inoltre, non è necessario essere dei pianisti provetti: il software riconoscerà, adattandosi, anche dei tasti pigiati a caso.

Le applicazioni nella vita quotidiana

La realizzazione di questi software e l’accessibilità al sito da parte degli utenti dà la possibilità di familiarizzare con queste nuove tecnologie che potrebbero trovare una reale collocazione nella vita di tutti. Qualche esempio? Dei software o programmi che permettono agli studenti di musica o agli estimatori dell’arte o della musica di esercitarsi e di dar vita a delle opere a più mani, unendo spunti diversi che arricchiscono mente e conoscenze personali; inoltre, se resi accessibili a tutti a prezzi contenuti, potrebbero essere una valida opzione di svago o sperimentazione per chi non ha tempo o modo di dedicarsi al suo o ai suoi hobby.

Un’altra idea che ci vPartner virtuale che si adatta alle melodie composte su tastiera virtualeiene in mente è strettamente collegata ad un’iniziativa che ha rallegrato il passaggio nelle maggiori stazioni italiane ed estere negli ultimi anni: “Play me I’m yours”, lo “street piano” che impreziosisce angoli improbabili di snodi ferroviari. Questi pianoforti sono pensati per chi non limita la propria personalità e il proprio bisogno di esprimersi durante gli spostamenti: a disposizione di chiunque voglia far conoscere agli altri una propria composizione o il motivo preferito o semplicemente di chi vuol fermarsi per qualche istante e sentirsi Ludovico Einaudi o Yann Tiersen, conscio che nessuno lo giudicherà. L’intelligenza artificiale sognata da Google potrebbe trovare una bellissima applicazione anche in iniziative di questo tipo, permettendo alla gente di sentirla come una vera risorsa.

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