Long form content: la tendenza del 2018

Fino a oggi, l’intuizione, l’esperienza e le statistiche davano come mossa vincente quella di creare e pubblicare contenuti brevi e facilmente fruibili ma la tendenza e i dati degli ultimi anni fanno pensare il contrario. La rivoluzione del content marketing è iniziata, e il 2018 sembra essere l’anno della svolta.

Se è vero che l’attenzione media degli utenti verso un contenuto dura circa 8 secondi, è altrettanto vero, dati alla mano, che sia i video di lunghezza superiore al minuto e mezzo, sia i testi (anche quelli di oltre 2.000 parole), ottengono risultati e performance migliori di quelli brevi.

È arrivato il momento di rivalutare i long form content. Ecco perché:

  1. i post lunghi piacciono a Google. Chi scrive per il web deve sempre avere un occhio di riguardo per i motori di ricerca, SERP di Google in primis. Google, infatti, preferisce e valorizza i contenuti che trattano un tema in modo approfondito (minimo 600-800 parole).
  2. I contenuti lunghi godono di maggiore credibilità. Gli articoli più completi e ben scritti, quelli che non vanno fuori tema, piacciono molto anche agli utenti. Un approfondimento che risponde alle esigenze del fruitore permetterà al brand di acquisire autorità in un determinato campo e, magari, lo trasformerà in influencer.
  3. I post lunghi vanno bene anche per i social. Sapevate che gli utenti dei social salvano e condividono con più facilità i contenuti di valore, lunghi e di qualità? Diversamente da quanto si crede, chi passa ore sulle piattaforme digitali non cerca solo divertimento e svago ma anche approfondimenti e informazioni.
  4. I testi lunghi anche oltre 3.000 caratteri, pubblicati su siti e blog assicurano un alto tasso di conversione. Gli articoli completi ed efficaci portano gli utenti a trascorrere più tempo su un sito e, di conseguenza, tramite ulteriori articoli e call to action mirate possono essere condotti in altre sezioni online e invogliati a compiere un’azione.

Nuovi interessi e nuovi contenuti

Le persone non leggono più. Niente di più sbagliato! Questo pensiero comune, oggi, va screditato. Finalmente, infatti, con grande gioia soprattutto da parte degli scrittori e dei blogger, il pubblico digitale, quello dei social e del web, disdegna l’apatia nei confronti del bombardamento di contenuti banali e predilige quelli originali, rilevanti e di qualità.

Lo stesso Facebook, nel 2017, ha corretto il proprio algoritmo al fine di premiare e dare maggiore rilevanza ai video di lunghezza superiore al minuto; Instagram, invece, permette di archiviare e mettere in evidenza le Storie che consideriamo di maggior valore.

Long form content: i numeri

Lo abbiamo anticipato, anche dati e statistiche recenti attestano quanto scritto: i contenuti lunghi sono quelli che hanno maggior successo e piacciono di più al pubblico. Ma, quali sono le principali ricerche fatte sull’argomento? Eccone due:

i contenuti lunghi sono più apprezzati di quelli brevi. lo dice anche lo studio Pew Research CenterLo studio del Pew Research Center con Parse.ly, ad esempio, si è concentrato sulla fruizione di contenuti da mobile. Ha passato al vaglio oltre 70.000 articoli pubblicati da grandi siti di news americani e il risultato è stato davvero positivo. I testi lunghi non scoraggiano il lettore. Se il contenuto è buono e di valore, chi legge non abbandona la lettura, anzi passa con piacere del tempo a leggere tutto il post. Il 70% dei contenuti online preferiti è composto proprio da contenuti lunghi.

Un’altra ricerca condotta qualche tempo prima da Steve Rayson, direttore di BuzzSumo.com, analizza gli articoli pubblicati in 10 giorni da Buzzfeed e dal The Guardian e segnala che, in entrambi i casi, gli articoli di contenuto superiore alle 3.000 parole non solo i più letti ma anche più condivisi.

Pochi ma buoni. I nuovi contenuti devono essere così

Puntare sulla quantità di contenuti da pubblicare in poco tempo, non paga. La qualità verrebbe sicuramente a mancare e, di conseguenza, anche i risultati. Quali sono, allora, i pilastri della comunicazione su cui i publisher devono rivolgere la loro attenzione?

1. Maggiore durata
2. Maggiore qualità
3. Minore quantità

Scopo di questi 3 punti è quello di rispondere alle esigenze degli utenti con contenuti di valore. E, di valore oltre che ben strutturato, deve essere anche lo storytelling. Il fruitore medio del web, infatti, non vuole sprecare il suo tempo: cerca, guarda e legge solo ciò che gli interessa davvero.

La sfida del content manger nel 2018, allora, è soddisfare i bisogni concreti dell’utente per accrescere nel tempo la sua fidelizzazione e, trasformarlo, in prospect. Non è cosa semplice ma, anche se i trend della comunicazione cambiano continuamente, al primo posto di una strategia vincente rimane sempre la soddisfazione del cliente/utente.

17 gen 2018

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