Let’s Play: il social media gaming come strategia di marketing

Giocare rende felici e dona piacere, lo dicono anche gli esperti. Un team di ricercatori dell’Università di Rochester ha sottoposto un test a 1.000 irriducibili player per comprendere che cosa li spinge ad amare così tanto i videogiochi e il social media gaming al punto di trascorrere tantissime ore davanti a una console o con uno smartphone in mano.
La risposta dei giocatori è stata unanime: i giochi fanno provare quelle emozioni che la vita reale difficilmente trasmette.
Ecco perché abbiamo costantemente bisogno di attività ludiche e troviamo sempre il tempo per una partita o una sfida online.

Social media gaming: cos’è e perché adottarlo

I numeri parlano chiaro, il mercato del gaming (o gamification) vale più di 40 miliardi di dollari ed è in continua crescita. Per chi si occupa di comunicazione equivale a una vera e propria strategia di marketing che, attraverso i giochi, punta alla condivisione di dati e risultati, stimola una competizione amichevole tra i giocatori e, di conseguenza, attrae possibili consumatori.
La caratteristica principale dei social games è quella di unire la passione per il gioco alle mode e alle tendenze del momento, il che, di solito, vuol dire iscriversi ai titoli più in voga.

Ci vuole poco per diventare un social gamer, basta registrarsi gratuitamente alla piattaforma di gioco preferita e condividere i propri risultati, commentare, chiedere vite o aiuti tramite i social network a tutti i collegamenti. Così facendo, il gioco assume un aspetto collettivo, appassiona le persone e, addirittura, crea una sorta di fidelizzazione.

I vantaggi del social gaming dal punto di vista del marketing, come si può facilmente dedurre, sono molteplici. Il termine ‘social’, che in questo caso significa essere sempre direttamente connessi al mondo dei social network, la dice lunga. Sulle piattaforme social gli utenti atterranno più volte al giorno, per questo sono più facilmente avvicinabili a un prodotto e, ulteriore aspetto positivo, vengono coinvolti in maniera attiva e divertente.

I social games appassionano miglioni di utenti

Le tipologie di giochi

Quante tipologie ‘social games’ esistono? Sostanzialmente ci sono tre categorie:

  • Self-focused. Si tratta di giochi il cui obiettivo è l’avanzamento di livelli. Per andare avanti servono le community e avere tante connessioni o collegamenti. Giochi di questo tipo, proprio per la grande quantità di utenti e player, sono quasi sempre sponsorizzati da brand.
  • Community-focused. Sono i giochi promossi e alimentati dalle community. Gli utenti interni ed esterni, con le loro azioni, influenzano le dinamiche del gioco ma i risultati non si diffondono al di fuori del gruppo.
  • Reality-focused. Questi games, sono quelli che incrementano l’esperienza di altre persone esterne alla community. Anche i brand possono partecipare al gioco e prendere parte a una vera e propria conversazione con gli utenti.

Il social gaming non è solo intrattenimento

La maggior parte dei social games sono gratis o hanno un costo di attivazione davvero esiguo pur prevendendo continui aggiornamenti e apposite applicazioni. Viene da chiedersi da dove arrivi, quindi, il guadagno da questa attività. La risposta è molto semplice: per proseguire velocemente il gioco, competere alla pari con gli altri giocatori e non aspettare troppo tempo, è necessario pagare (di solito con carta di credito) e, per spingere i giocatori a farlo, vengono messe in campo le migliori strategie di neuromarketing che in larga percentuale hanno successo.

Facebook, il ‘re’ dei social network, ha colto sin dal suo esordio il potenziale del social gaming, puntando su questa forma di intrattenimento e interazione fra i contatti e creando una sezione appositamente dedicata.

 

 

 

06 set 2017

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