Le social street che personalizzano interi quartieri di Milano: un esempio di cittadinanza attiva da seguire in tutta Italia

Una città sconfinata come Milano non è sempre “facile” da vivere. Chi si avvicina per la prima volta alla città più cosmopolita d’Italia può provare un senso di smarrimento iniziale che va elaborato. A Milano si vive così: risucchiati, inglobati, ma accolti dalla moltitudine di esperienze, sensazioni, attività.

In una realtà così multi-sensoriale e multi-esperienziale si potrebbe pensare che non c’è spazio o tempo per iniziative di stampo sociale. Invece, Milano si classifica come la città più “social” d’Italia… social non soltanto dal punto di vista del marketing, ma anche sotto il profilo dell’aggregazione fa persone, che adesso ha trovato una nuova forma d’espressione: quella delle social street, ovvero luoghi e momenti di incontro nei quartieri cittadini veicolati attraverso i social network.

Come nascono le social street?

L’iniziativa nasce a Bologna nell’autunno 2013 e mostra come una nuova concezione di via, quartiere, città sia possibile. L’idea nasce in seguito alla creazione di gruppi Facebook che hanno l’intento di aggregare gli abitanti dello stesso quartiere.

cine-nolo-630x473Dal capoluogo emiliano, l’esperimento si estende a tante altre città italiane, che danno il via ai loro gruppi “di quartiere”, arrivando a ben 71 ad oggi nella sola città di Milano. Si parte dai gruppi Facebook in cui gente geograficamente vicina si scambia informazioni su lavoro, professioni, “favori da vicinato”, notizie di ordinaria amministrazione; si arriva ad una partecipazione attiva, sponsorizzata via social network, e ad una personalizzazione del concetto di cittadinanza di “appartenenza”: incontri di quartiere, riunioni, colazioni, pranzi e cene “sociali”, festival di arte e musica di strada che, in alcuni casi, portano ad una riqualificazione di interi quartieri.

Nello specifico, si pensi a quartieri decentrati e periferici in cui, in diversi casi, la criminalità non abbandona mai del tutto lo scorrere dei giorni. In un contesto difficile da gestire e da vivere quotidianamente il ritrovarsi e il riqualificare da un punto di vista umano il quartiere, piantando il seme della fiducia, della speranza e dell’intervento partecipativo, rivoluziona il modo di vivere, di pensare e di rapportarsi.

Cosa possiamo e dobbiamo aspettarci dalle social street?

Le social street sono già una realtà estesa e possiamo auspicarci un aumento degli interventi positivi. È stata creata anche una mappa interattiva su Google da parte di due informatici che si sono incontrati nei  gruppi Facebook di “quartiere”: in questo modo, i nuovi arrivati in città sapranno come muoversi e verso chi dirigersi per conoscere meglio il territorio e partecipare alle iniziative proposte.

Si tratta di iniziative che intendono creare una rete di persone che non interagiscano soltanto attraverso il web, ma che si incontrino per dar vita ad un crocevia reale di inclusioni ed azioni. Bisognerà soltanto aspettare che questo senso civico si diffonda in ogni angolo d’Italia sul modello delle città capofila… restate connessi per scoprire tutte le novità di questa bella e valida iniziativa!

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