Google si lancia nel settore dell’Hospitality Management

È ufficiale: Google ha deciso di lanciarsi nel campo dell’hospitality. Non si hanno tempistiche sicure ma si può assistere da mesi ai primi grandi passi in questa direzione. Grazie alla collaborazione con partner affidabili e con una rete di affluenza consolidata, a breve il colosso californiano sarà riconosciuto come un brand del settore ristorativo.

#EveryoneSpeaksFood: il trampolino di lancio di Google come hospitality manager

Il sogno di Mountain View ha alle spalle il successo di un progetto presentato nel mese di aprile 2016 nell’area di New York. Durante questo evento, Google aveva lanciato un ristorante, rimasto in vita per quattro giorni, per promuovere Google Translate mediante la degustazione di piatti tipici delle culture messicana, afro-asiatica-americana, asiatica e israeliana.

Iniziativa molto interessante che, oltre a far aumentare il numero degli utilizzatori del servizio proposto, ha sensibilizzato i partecipanti sull’uso delle lingue e sull’apertura alle altre culture. Gli ospiti, invitati a tradurre autonomamente i menu utilizzando il proprio smartphone, hanno poi diffuso sui social i piatti provati mediante l’utilizzo dell’hashtag #EveryoneSpeaksFood.

Il sogno “veggie” di Google per questo autunno: una formula innovativa di mangiare vegetariano

Il successo dell’iniziativa ha reso meno utopica l’apertura sul nuovo mercato. Ma come si inserirà Google nel settore dell’ospitalità? Puntando sul cibo vegetariano. Secondo QSR Magazine, la catena di chioschi vegetariani Chopt sta sperimentando, in partnership con Google, due “veggie lab” che propongono menu a base di milkshake, bacche di goji, semi di chia ed altri alimenti della filosofia culinaria americana che allieteranno i briefing dei ricercatori dei campus Google di New York e della California.

I chioschi potrebbero diffondersi rapidamente anche negli altri campus. Al momento, i due progetti più importanti sono “Relish”, il luogo preferito delle menti di Google, e “Outside the Box”, che propone una scelta sempre nuova, sperimentando ben quattro menu al mese. Come sta andando l’esperimento? Agli americani sta piacendo molto… aspettiamo di poter addentare anche noi i sapori dell’orto di Google!

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