Diffusione e rivisitazione della cucina italiana all’estero: perché si commettono così tanti errori?

La tradizione culinaria italiana, secolare e fatta di prodotti semplici, buoni, genuini, magistralmente combinati, è all’estero vittima di molti errori di interpretazione. Gli stereotipi che circolano non sono causati soltanto dall’immagine che si ha dell’Italia pizza-pasta-mandolino, ma dipende anche dalle operazioni di “adattamento” che cuochi e ristoratori italiani hanno dovuto effettuare per compiacere i gusti locali: all’estero si fatica ad apprezzare in pieno il vero gusto italiano e, inevitabilmente, alcune ricette sono state rivisitate spesso dai nostri stessi connazionali. Altre volte, però, si sbaglia troppo: è il caso della pasta cotta nel latte e le reazioni che si scatenano non sono immotivate.

Quali sono gli errori più comuni nel cucinare italiano all’estero?

Le varianti non approvate dagli amanti dalla tradizione italiana sono tante e spaziano dai tempi di cottura agli ingredienti utilizzati o troppo utilizzati. Alcuni suggerimenti che potremmo dare agli amici stranieri riguardano le ricette “della nonna”, da seguire così come vengono proposte, senza stravolgerle o aggiungere ingredienti a caso per paura che il piatto “non sappia di nulla”.

Non sono da dimenticare i tempi di cottura limitati alle indicazioni che vengono distribuite sui pacchi di pasta, l’ananas che non si sposa bene con tutto, la pizza sottile e col bordo alto che non richiede condimenti quali pollo, ananas o ketchup, la pasta che non viene mangiata come contorno ma come piatto principale, gli spaghetti che non si condiscono con la “salsa bolognese”, il vino bianco che va servito freddo e il cappuccino che si beve a colazione.

Lo “strano caso” della pasta cotta nel latte firmata Tasty

Risale a qualche giorno fa la brillante risposta della Barilla alla ricetta che ha fatto discutere gli Stati Uniti e che ha inorridito l’Italia: linguine cotte nel latte utilizzando, tutti insieme, pesto, bacon, pollo e altri ingredienti. Barilla ha risposto con una videoricetta con la quale dimostra come sia possibile preparare almeno tre ricette diverse con gli ingredienti usati nella versione statunitense, preservando un sapore più genuino degli ingredienti e del sapore italiano che tanto si ricerca.

La promozione della cultura culinaria italiana all’estero

Per far sì che le tradizioni italiane vengano conosciute (e salvate!) all’estero, ISNART e le Camere di Commercio Italiane del mondo portano avanti annualmente un progetto di certificazione che permette di sponsorizzare strutture ricettive e alberghiere che abbiano come obiettivo la diffusione della vera cultura e gastronomia italiane all’estero. Le iniziative sono molto interessanti e promuovono l’autenticità dei prodotti, dei valori e delle ricette italiane. Si potrà, in questo modo, sperare e lavorare affinché l’idea di Italia al di fuori dei suoi confini sia preservata. O così, perlomeno, si spera.

videoricetta-barilla-risposta-tasty

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