Come scrivere una DEM efficace

Avete idea di quanti indirizzi e-mail ci siano in Italia?
Una ricerca del 2016 ne contava ben 71 milioni, molti di più degli abitanti della nazione!
L’esperienza digitale e le nuove tecnologie hanno reso gli utenti, ormai abituati a ricevere e-mail di ogni tipo, degli attenti selezionatori. Per questo, per evitare che le e-mail inviate finiscano nella cartella spam, vengano eliminate o, peggio ancora, che l’utente decida di disiscriversi dalla nostra mailing list, è fondamentale costruire DEM e newsletter con contenuti efficaci e accattivanti.

Perché ci iscriviamo alle newsletter

Fermo restando che nella maggior parte delle caselle di posta elettronica ci sia un filtro anti-spam che, in automatico, indirizza le e-mail promozionali in un’apposita cartella (vedi Gmail), è bene sapere che molti utenti, ancora oggi, si iscrivono con piacere alle newsletter per almeno 3 motivi:

  • informarsi o tenersi aggiornati su qualcosa, ad esempio: newsletter a tema sportivo, musicale, hobbistico, giornalistico, ecc. (35%)
  • bisogno di ricevere un promemoria, come nel caso delle scadenze dei pagamenti (20,4%)
  • interesse per i contenuti proposti: possibili sconti, promozioni, nuove uscite, lancio di prodotti e servizi, ecc. (18,4%)

Questo per dire che le azioni di e-mail marketing sono ancora un efficace metodo per promuovere beni e servizi ma anche un modo per farsi conoscere.

Come impostare un’efficace campagna di e-mail marketing

Scrivere una DEM (un’e-mail mirata a diffondere la promozione o la vendita di qualcosa) oppure una newsletter (dal contenuto prettamente informativo) ad alto tasso di apertura, non è semplice. Per farlo, vi proponiamo 3 utili suggerimenti da tenere sempre in considerazione:

  1. Conoscere nel dettaglio le buyer personas (le rappresentazioni ideali dei propri clienti) a cui ci rivolgiamo. Raccogliere i dati del nostro pubblico (età, sesso, gusti, interessi, ecc.) e sapere quali sono le sue passioni, permette di impostare una comunicazione “su misura”. Chi parla la stessa lingua del proprio interlocutore riesce a instaurare un rapporto di fiducia e ha maggiori probabilità di successo.
  2. Scrivere in maniera semplice e chiara. Utilizzare contenuti testuali facilmente e velocemente leggibili ma allo stesso tempo accattivanti, così come immagini d’impatto, funziona sempre. Nel caso delle DEM, le statistiche segnalano che il tasso di apertura dipende molto dal mittente indicato (meglio se una persona fisica e non un’azienda) e dall’oggetto dell’e-mail. Aiutano la leggibilità, l’uso corretto dei grassetti e l’inserimento degli elenchi puntati e numerati. Qualora si tratti di una newsletter, invece, può essere utile distinguerla in diverse sezioni che trattano argomenti diversi ma correlati tra loro.
  3. Applicare sempre la regola delle 5W. Come per i comunicati stampa che devono dare la notizia e rispondere alle principali domande degli utenti in poche righe, così deve essere anche per il contenuto delle newsletter:
  • Who? (Chi?)
  • What? (Che cosa?)
  • When? (Quando?)
  • Where? (Dove?)
  • Why? (Perché?)

I 4 errori assolutamente da evitare

Chi si dimentica o volutamente non fa un A/B test, compie un grave errore. Gli A/B test sono utili per definire come scrivere una DEM efficaceChi si occupa di e-mail marketing, soprattutto se alle prime armi, deve sapere che ci sono 4 cose che vanno evitate perché decisamente controproducenti. Vediamole insieme:

  1. Mai inserire tutto ciò che un qualsiasi filtro anti spam può facilmente riconoscere, tipo:
    – le scritte in maiuscolo;
    – i punti esclamativi ripetuti;
    – le cosiddette “parole spam” (gratis, omaggio, guadagna con noi, ecc.);
    – il nome del destinatario nell’oggetto della mail.
  2. Evitare di pensare, impostare, creare e programmare (insomma fare tutto) all’ultimo momento.
    Quando questo accade, difficilmente si ha il tempo di scrivere bene e di prestare attenzione ai dettagli.
  3. Non fare gli A/B test. Chi se ne dimentica o non li fa per scelta, compie un grave errore. Anche in questo caso, la scarsità di tempo a disposizione gioca a sfavore! Non va dimenticato, infatti, che fare i test è utilissimo perché permette di ricavare dati fondamentali per definire che strategia di comunicazione utilizzare.
  4. Non saper leggere e analizzare i dati raccolti. Click, orari, numero di aperture ecc., ovvero tutti i numeri che abbiamo a nostra disposizione al termine di una campagna di e-mail marketing devono essere alla base dei nostri ragionamenti. Imparare dai risultati ottenuti è fondamentale per migliorarsi!
17 ott 2018

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