Blog aziendale: i miti da sfatare

Oggi, la maggior parte dei brand che vogliono rimanere al passo con i tempi e puntare sulla comunicazione digitale, hanno attivi un sito internet, numerosi profili social e un blog aziendale.
In un contesto come quello attuale, in cui la digital transformation è la via da seguire, è essenziale far luce sulla complessità di gestione di un blog e sfatare qualche mito sull’argomento che, contrariamente a quanto si dice, non porta alcun frutto. Le verità assolute, i “fai questo e otterrai un risultato”, non sempre sortiscono l’effetto sperato.

Ecco allora alcune certezze di cui è pieno il web che così vere proprio non sono.

In un blog gli articoli vanno scritti tutti i giorni

Questa è la prima cosa che ci si sente dire quando si apre un blog. È una sorta di monito: Ricordati che gestire un blog è impegnativo perché, per avere dei buoni risultati, devi scrivere un articolo ogni giorno!
In verità non è proprio così: per far funzionare un blog, bisogna seguire con costanza e ordine un piano editoriale che non preveda, per forza, la pubblicazione di un articolo al giorno. Scrivere contenuti di qualità (non inutili) è essenziale. Articoli scritti di scarsa qualità, magari scritti di fretta, fanno male al blog.

Hai il blocco dello scrittore? Non ne uscirai mai

Anche a chi scrive per passione può capitare il giorno no, quello in cui manca l’ispirazione. È il classico “blocco dello scrittore” e non c’è nulla di male, anche perché si tratta di un problema che si può risolvere con un po’ di impegno. Come? A volte è solo colpa della stanchezza mentale e, per guarirne, basta solo di un po’ di riposo, altre volte, invece, è perché mancano i giusti argomenti da trattare. In questo caso, perché non trarre ispirazione utilizzando al meglio i SEO tool che la rete mette a disposizione per capire che cosa cerca e cosa vuole davvero il pubblico? Esistono anche delle apposite app come StoryMatch e iDeas for Writing che aiutano gli scrittori seriali suggerendo spunti molto interessanti.

Gli articoli devono essere lunghi

Questa regola è vera solo in parte. Google ama gli articoli lunghi e i contenuti ricchi di informazioni ma, è altrettanto vero che non tutti gli argomenti hanno bisogno di lunghi approfondimenti. A volte, se l’intento della ricerca di un utente necessita di una risposta semplice e immediata, può bastare anche un testo di 300 parole. In più, mai dimenticare che se un articolo lungo contiene informazioni inutili che non rispondono alle esigenze dell’utente, questo risulterà controproducente.

Il compito di un blog è quello di aumentare le visite

Aumentare le visite è un punto di partenza ma, le visite da sole sono inutili e, soprattutto, non sono sinonimo di successo di un blog. Ovvio, è un bene che ci siano ma devono riuscire a portare frutto, ovvero conversioni, ovvero ancora, clienti. Il pubblico che atterra su un articolo di un blog, infatti, deve essere guidato verso landing page efficaci che, con semplicità, permettano di trasformarlo in un cliente in breve tempo.

Un blog aziendale deve utilizzare un linguaggio autorevole

Questa convinzione comune è davvero sbagliata. Il blog non deve essere il mezzo per comunicare con frasi fatte o testi che puntino a far riconoscere che la propria azienda è leader di qualcosa o migliore di altre in un determinato servizio. No. No, perché il blog non nasce con l’intento di comunicare autorevolezza o messaggi pubblicitari. Il blog deve fornire contenuti utili e creare interesse nel pubblico che, tramite la scrittura, si deve avvicinare e diventare, si spera, cliente.

Per gestire un blog basta saper scrivere

Fare il blogger è un lavoro a tutti gli effetti anche se per qualcuno ancora oggi non è cosìAnche questa è una mezza verità. Un blogger deve saper scrivere e conoscere bene le regole di grammatica della propria, ovvio. Però, deve avere anche una buona componente strategica, essere capace di scrivere per attrarre visitatori da tramutare in clienti, avere delle conoscenze SEO e saper usare i social network. Oltre a tutto questo, manca ancora una cosa: deve conoscere i principi della scrittura online, che sono ben diversi da quelli tradizionali.

Chi lavora in azienda non deve condivide i post

Una paura inutile spesso serpeggia nella mente di molti dirigenti, dipendenti e, talvolta, degli stessi autori degli articoli, quella di sbagliare a condividere i contenuti pubblicati dalla propria azienda per evitare di essere considerati “di parte”. Questa cosa non ha senso. Anzi, per promuoversi al meglio è meglio avere dipendenti proattivi che credano e testimonino in prima persona, anche attraverso la semplice condivisione di un articolo o di un post, l’interesse nei confronti del brand per cui lavorano.

Il blogging non è un lavoro

Chi fa blogging, fa un lavoro anche se non tutti ancora lo riconoscono. Il ruolo del bogger, spesso, viene sminuito e questo è un errore molto grave. Non va mai dimenticato che, chi scrive e aggiorna un blog deve avere competenze specifiche approfondite ed essere in grado, attraverso la scrittura, di portare vantaggi concreti a un brand.

Se il blog della tua azienda non ha successo e, nel tempo, non sta portando i frutti tanto attesi, forse, è arrivato il momento di porsi qualche domanda e capire se il lavoro editoriale viene svolto con il metodo giusto. I dubbi e le domande a riguardo possono essere tanti e, a volte, può servire assistenza da parte du un’agenzia esterna che, con oggettività e competenza, può aiutarti a intervenire concretamente sul tuo blog. Se anche tu stai valutando di ottimizzare al massimo il tuo blog ma, per farlo al meglio, hai bisogno di esperti in comunicazione digitale, contattaci per una consulenza!

 

22 nov 2017

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